L’anno che verrà. 2021: siamo pronti!
Il 2020 diventerà presto un brutto ricordo, una memoria per libri di storia o per documentari su come il mondo non era affatto pronto ad affrontare una pandemia, nonostante i segnali, gli avvertimenti, le ipotesi.
Tutti gli stati hanno un piano di intervento in caso di catastrofi ma l’insegnamento più grande che abbiamo tratto dall’esperienza di quest’anno è che in una situazione di vera crisi non ci sono più regole, non ci sono piani efficaci, nessuno è davvero pronto.
Il primo episodio di Fear The Walking Dead ci mostra, in parte, quali siano i comportamenti umani in caso di crisi immediata e improvvisa: egoismo, panico, frustrazione insieme a coraggio, incoscienza e istinto.
Per fortuna è soltanto una serie di fantasia ma siamo davvero così lontani dalla realtà?
Non si sono sprecate le metafore di guerra, soprattutto durante la prima fase di pandemia e, a quasi un anno dall’inizio del problema, non abbiamo ancora capito come comportarci e come smettere di sentirci in ansia.

Qual è il vero bilancio del 2020?
Guardiamo la realtà: siamo tutti feriti, spaventati per esserci confrontati con la vulnerabilità, per aver capito che viviamo in un equilibrio così precario che un virus, che si è presentato come un raffreddore, ci ha privati di cose che davamo per scontate come un semplice saluto, una chiacchierata in strada, un qualsiasi viaggio.
Ma le crisi hanno sempre un aspetto positivo che è mettere in luce i punti di debolezza che non riusciamo mai a vedere perché siamo sempre presi dalla frenesia e non diamo abbastanza valore a due elementi: i mezzi che abbiamo a disposizione e il tempo.

Il lockdown ci ha permesso di capire il valore del tempo, come poterlo impiegare, quanto lunga può essere una giornata e quante cose si possono fare con un po’ di organizzazione.
Organizzazione: un’altra parola che abbiamo imparato a trascurare, sottovalutando il nostro e l’altrui tempo e dando per scontato che le cose vadano sempre a buon fine.
E infine: strumenti. Sono come l’alfabeto, limitati nel numero ma dall’infinito potenziale.

Ci siamo stupiti come un telefono, attraverso internet, sia riuscito a diventare parte della nostra vita e finalmente abbiamo scoperto che può essere qualcosa in più di quello perché ci permette la connessione con il mondo. Il telefono, il computer o il tablet ci hanno permesso di abbattere i muri e tutto è diventato possibile: dall’istruzione al lavoro, dallo scambio dei saluti all’acquisto di cose necessarie.
Non è stato semplice e non lo è ancora, non è la stessa cosa rispetto a quello che facevamo normalmente ma è davvero peggio?
Cambiare non significa adattarsi
Abbiamo dovuto cambiare con forza le nostre abitudini ed è vero che tutto ciò comporterà delle conseguenze ma chi dice che debbano necessariamente essere peggiori?
La necessità di cambiamento porta le persone a scoprire nuove situazioni, soluzioni e abitudini che potrebbero apportare un miglioramento a quello che abbiamo sempre fatto.
Per esempio: gli uffici postali avevano da tempo l’app per programmare la propria commissione in posta, evitando code, sovraffollamenti e attese infinite ma soltanto con la pandemia ne abbiamo apprezzato l’utilità.
Smetteremo di usarla? Si spera di no poiché è un cambiamento di abitudine positivo, migliorativo.
Il cambiamento di Segni Grafici nel 2020
Abbiamo descritto l’anno vissuto da tutti, anche da noi. Il lockdown ha portato un cambiamento nelle nostra abitudini lavorative e lo ha portato ai nostri clienti.
Eravamo felici di poter festeggiare vent’anni di attività e volevamo mostrare il cambiamento in corso, non ci saremmo mai aspettati di affrontarlo così com’è andata.
Tuttavia il bilancio è ampiamente positivo. Non ci siamo spaventati, abbiamo continuato ad andare avanti e a misurarci con le difficoltà con quello che ci caratterizza: pazienza e flessibilità.
Davanti a ogni ostacolo non ci siamo tirati indietro, abbiamo fatto gruppo con strumenti che avevamo e lo abbiamo superato. Abbiamo sostenuto i nostri clienti con i mezzi a disposizione, in particolare la creatività e l’entusiasmo.
È stato un anno faticoso ma se ci guardiamo indietro possiamo essere soddisfatti dei traguardi raggiunti: il nostro nuovo sito, la gestione di eventi online, la progettazione di e-commerce.
Per i nostri clienti siamo stati un punto fermo, un riferimento stabile in grado di consigliare, accompagnare, rassicurare e intervenire con soluzioni innovative.

Entriamo nel 2021 non solo con la speranza nel vaccino ma con la soddisfazione di aver reagito al cambiamento, di aver imparato nuove forme di collaborazione, di aver dato spazio alla creatività per risolvere i problemi.
Per noi il 2021 significa migliorare, andare avanti, progettare.
Il 2020 non resterà solo un ricordo nella storia perché fa parte della nostra storia, della nostra esperienza da cui abbiamo imparato tanto.