Dietro uno scatto: storie, immagini, emozioni.
Cosa c’è dietro uno scatto? È facile pensare che sia un clic, un oggetto/soggetto, qualche luce. È tutto corretto ma cosa distingue davvero il professionista da un amatoriale?
Negli ultimi anni gli smartphone giocano la loro battaglia tecnologica sul piano della fotografia, con la migliore videocamera, una risoluzione più potente, software in grado di farti sentire un vero fotografo.
Così ci sentiamo tutti in grado di catturare un momento, un ricordo o anche solo l’immagine di qualcosa di bello che vogliamo subito condividere sui social.
Tutto qui? È questo che intendiamo per “fotografia”?
Una foto non si scatta, si crea.

La fotografia è arte, è tecnica, è scienza. La fotografia, come ogni professione, non si limita all’espressione della creatività ma nasce dallo studio, dal praticantato e dall’applicazione della tecnica associata alla creatività.
È una professione che matura con il tempo e viene raffinata dall’esperienza. Attorno a uno scatto c’è molto di più di un semplice oggetto, c’è lo studio della luce, della profondità, della composizione e del colore.
E infine c’è l’oggetto che senza “anima” non può davvero definirsi “soggetto” ma resta qualcosa di vuoto e inanimato.

1953: American film star Marilyn Monroe (1926 – 1962) (Photo by Gene Kornman/John Kobal Foundation/Getty Images)
Dalle gomme alla fotografia. Il calendario Pirelli
Cosa ha reso il calendario Pirelli così celebre? Le modelle? Forse. I fotografi importanti? Certamente. Ma c’è di più.
Sono molti i calendari realizzati per le autofficine con belle donne accostate ai motori, non sarebbe stato necessario chiamare un fotografo di valore se l’obiettivo fosse stato solo contemplare bellezza, mese dopo mese.
Il calendario Pirelli è diventato invece un oggetto di valore perché non c’è solo una vuota espressione di bellezza ma la comunicazione del tempo. Le modelle, ritratte diversamente in base allo stile del fotografo, non parlano delle gomme ma raccontano il tempo, l’arte, la cultura attraverso gli sguardi, il corpo, la posa. E la donna non è soltanto oggetto ma protagonista, rappresenta il tema scelto ed è portatrice di un messaggio.
La fotografia non mostra la realtà, ma l’idea che se ne ha
Neil Leifer sostiene: “La fotografia non mostra la realtà, ma l’idea che se ne ha”.
Qualunque scatto che voglia raccontare qualcosa deve partire da un’idea, sia che il soggetto sia organizzato in studio, sia che faccia parte di un evento o di un momento. Prima di prendere in mano la macchina fotografica è importante sapere qual è l’obiettivo finale dello scatto, cosa dovrà raccontare e in quale contesto. Questo assunto vale tanto per un’immagine pubblicitaria quanto per un reportage di matrimonio. È necessario avere un’idea precisa sia per sapere quali possono essere gli strumenti migliori da utilizzare sia per riuscire a cogliere l’esatta immagine che corrisponde all’idea originaria.
Questione di tempo, questione di feeling
Le fototessere sono frutto di uno scatto ma nessuno penserebbe che si tratta di fotografie importanti poiché prive di qualunque significato eccetto la necessità amministrativa.
È molto diverso per uno scatto significativo che ha il compito di comunicare qualcosa: è necessario dotarsi di tempo per capire quale potrebbe essere il soggetto giusto, in quale contesto fotografarlo.
La fase preliminare richiede tempo, creatività, conoscenza, valori preziosi non sempre riconosciuti da chi si limita a osservare lo scatto ma che i professionisti conoscono bene e considerano nel complesso del loro lavoro.
La fotografia è un racconto e come per una produzione cinematografica o teatrale richiede tre fasi di lavoro: la definizione dell’idea, lo scatto e la creazione del set e la post-produzione.

Un’immagine vale più di mille parole
La fotografia nel settore del marketing e della comunicazione è una componente fondamentale, lo è sempre stata.
Comunicare qualcosa è l’obiettivo primario dell’arte visiva e la fotografia ne è parte.
Per creare un buon piano editoriale è necessario partire dall’idea per poi passare allo shooting quando si decide di seguire una linea a stretto contatto con la realtà. Acquistare le immagini in stock è funzionale per questioni di tempo ma quante volte vediamo pubblicità con soggetti così distanti dalla realtà? E quanto possiamo sentirci coinvolti da un’immagine che non ci coinvolge?
Quando invece programmiamo uno scatto della realtà ci avviciniamo sempre alla persona con cui vogliamo parlare, cerchiamo di farla sentire a proprio agio e di trasmettere sicurezza e conoscenza attraverso l’immagine. È il mezzo più potente per trasmettere un messaggio.
E adesso: sei ancora sicuro che la fotografia sia soltanto un clic?
